Attrezzatura essenziale per il trekking su ghiacciaio
Salire su un ghiacciaio con l'attrezzatura sbagliata non è solo scomodo: può essere fatale. Il ghiaccio è un terreno tecnico che richiede equipaggiamento specifico, e anche un'escursione guidata su un ghiacciaio facilmente accessibile come l'Athabasca in Canada o il Mer de Glace in Francia richiede almeno ramponi adeguati e calzature rigide. Questa guida copre l'attrezzatura necessaria per passare dall'escursionismo guidato su ghiaccio facile fino alle prime ascensioni su ghiacciaio in cordata.
Ramponi
I ramponi sono la base dell'attrezzatura su ghiaccio. Il sistema di attacco determina la compatibilità con le scarpe:
- Attacco automatico (step-in): richiede scarponi alpinistici con suola rigida a becco anteriore e posteriore. Il più sicuro per ghiaccio tecnico. Modelli di riferimento: Grivel G12 Cramp-O-Matic, Petzl Vasak.
- Attacco semi-automatico: richiede becco posteriore ma ammette suola anteriore leggermente più flessibile. Adatto per la maggior parte dei ghiacciai alpini standard.
- Attacco con cinghie: compatibile con scarpe da trekking robuste. Indicato per neve dura e ghiaccio poco ripido; non adatto a terreno tecnico verticale.
Per l'uso su ghiacciaio con cordino e cordata, il Grivel G12 e il Petzl Vasak rappresentano lo standard delle scuole alpinistiche europee: 12 punte, acciaio inossidabile, peso attorno a 800-900 grammi per paio. La manutenzione è semplice ma necessaria: le punte si affilano con una lima piatta e vanno controllate dopo ogni uscita.
Piccozza
La piccozza ha due funzioni primarie: autoarresto in caso di scivolata e appoggio sul terreno ripido. Per il ghiacciaio non tecnico (pendio fino a 40 gradi), una piccozza classica da passeggio con manico dritto di 60-65 cm è sufficiente. Il modello CAMP Corsa o il Grivel Air Tech sono diffusi tra le guide.
La tecnica di autoarresto va praticata prima di uscire sul ghiaccio, non durante una scivolata reale. I corsi base di tecnica alpinistica (CAI, Guide Alpine) includono sempre questa parte.
Imbragatura e discensore
Per le escursioni in cordata su ghiacciaio è necessaria un'imbragatura completa con anello dorsale robusto. Modelli come il Black Diamond Couloir o il Petzl Aquila offrono comfort e resistenza adeguati. Un discensore (tipo ATC Guide o Reverso) serve per assicurare i compagni e per la doppia in caso di necessità. L'imbragatura va indossata correttamente prima di salire sul ghiaccio, non regolata mentre si cammina.
Casco
Su qualsiasi ghiacciaio con seracchi o pareti rocciose laterali, il casco è obbligatorio. I seracchi si staccano senza preavviso; le falesie morenicali rilasciano sassi per azione del gelo e disgelo. I caschi omologati EN12492 o UIAA 106 (alpinismo) hanno gusci più spessi rispetto ai caschi da arrampicata sportiva e coprono meglio la nuca.
Corda da 30 metri per cordata
Per una cordata di due o tre persone su ghiacciaio, una corda da 30 metri di diametro 8,5-9,5 mm è il minimo. La corda deve essere di tipo dinamico (marcatura CE EN892) per assorbire l'impatto di una caduta in crepaccio. I produttori principali (Beal, Mammut, Petzl) offrono corde specifiche per ghiacciaio con trattamento idrofugo, che evita l'irrigidimento alle basse temperature.
Prusik e cordini di soccorso
Portare almeno due prusik (cordini da 5-6 mm, lunghezza 60 cm) è indispensabile per il sistema di recupero da crepaccio. I prusik si agganciamo alla corda principale e bloccano il carico in una direzione. Il sistema a paranco Z descritto separatamente in questo sito richiede questi cordini come componente fondamentale.
Occhiali da ghiacciaio categoria 4
La radiazione UV in quota è intensa e amplificata dalla riflessione del ghiaccio. Senza protezione adeguata, la cheratite ultravioletta (cecità da neve) può sopraggiungere in poche ore di esposizione. Gli occhiali categoria 4 bloccano il 92-97% della luce visibile e il 99% delle radiazioni UV. I paraocchi laterali — caratteristici degli occhiali alpinistici tradizionali — bloccano la luce riflessa che arriva dai lati. Modelli di riferimento: Julbo Glacier, Cébé Binocle, Oakley Clifden. Le lenti a specchio aggiungono uno strato di protezione contro il riverbero.
Abbigliamento a strati
Il sistema a tre strati è lo standard per qualsiasi attività in montagna su ghiaccio:
- Base: sintetico o lana merino a contatto con la pelle. Mantiene al caldo anche bagnato; il cotone va evitato.
- Mid layer: pile o piumino comprimibile. Il piumino perde efficacia se bagnato; per ambienti umidi (ghiacciai costieri, calving attivo) preferire il sintetico.
- Outer layer (hardshell): giacca e pantaloni impermeabili e traspiranti (Gore-Tex o equivalente). Proteggono da vento, precipitazioni e spruzzi di acqua di fusione.
Le ghette impermeabili alte (fino al ginocchio) proteggono le caviglie dall'acqua di fusione e dai detriti durante la progressione sulla morena.
Lampada frontale e sacco bivacco
Per le uscite in quota, specialmente su ghiacciai alpini dove si parte prima dell'alba, una lampada frontale con batterie di riserva è indispensabile. Un sacco bivacco leggero (tipo Blizzard Survival) pesa 200 grammi e può salvare la vita in caso di infortunio improvviso con attesa del soccorso.
Navigazione e comunicazione
Su un ghiacciaio in condizioni di nebbia o tormenta, la visibilità può scendere a zero e i riferimenti visivi scompaiono completamente. Una bussola e una mappa topografica stampata (non solo digitale) sono indispensabili per i trekking alpinistici su ghiacciaio. Il GPS su smartphone ha durata limitata in condizioni di freddo; un GPS dedicato da outdoor (Garmin, Suunto) con batterie AA di riserva è più affidabile. I walkie-talkie (radio VHF) sono utili in cordate di tre persone o più per comunicare senza urlare; i modelli PMR446 non richiedono licenza in Europa.
In caso di emergenza, il numero europeo 112 funziona in molte zone alpine; i soccorsi alpini nazionali hanno numeri dedicati (118 in Italia, 1414 in Svizzera con Rega, 140 in Austria). Comunicare la propria destinazione e l'orario di rientro previsto a qualcuno a valle prima di partire è una precauzione che può fare la differenza nei tempi di attivazione del soccorso.
Zaino e distribuzione del peso
Lo zaino da ghiacciaio deve essere compatto (25-35 litri per una giornata), impermeabile o dotato di cover impermeabile, e con attacchi laterali per piccozza e ramponi. Il peso ideale per una giornata su ghiacciaio è tra 8 e 12 kg. Distribuisci il peso con gli elementi più pesanti (acqua, cibo) vicino alla schiena e in alto; la piccozza va fissata solidamente all'esterno, con la testa rivolta verso il basso e il manico verso l'alto.
Una riserva di cibo ad alto valore calorico (frutta secca, cioccolato, barrette energetiche) e almeno 1,5 litri di acqua (di più in giornate calde) completano l'equipaggiamento. L'acqua di fusione dei ghiacciai è batteriologicamente sicura in alta quota ma può contenere particelle di farina glaciale; filtrarla non è strettamente necessario ma preferibile se la fonte è prossima a morene detritiche.
Prima di uscire
Nessuna attrezzatura sostituisce la formazione. Un corso base di alpinismo su ghiaccio (Club Alpino Italiano, Guide Alpine UIAGM) insegna a usare ogni pezzo di questo equipaggiamento in modo corretto e a reagire nelle emergenze. Il noleggio di ramponi e piccozza è disponibile presso le guide alpine nelle principali basi glaciali d'Italia e d'Europa.
Tutti i ghiacciai accessibili agli escursionisti sono localizzabili sulla mappa interattiva.